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La quarantena dell'attore Angelo Patti, in arte "Clown Patti" diventa un film


Dopo mesi ha potuto riabbracciare la sua famiglia, la mamma Rosy Calò ed il fratello Andrea Patti, nonché i suoi amici. Il poliedrico attore Angelo Patti, clown del circo Orfei, durante lockdown è rimasto bloccato a Caltanissetta.
Arrivata il 28 febbraio scorso, la carovana di artisti si sarebbe dovuta fermare circa due settimane, il periodo previsto per gli spettacoli in cartellone. Invece sono ancora lì.
La sua quarantena, però, ha ispirato un film documentario prodotto da un'agenzia di Roma: nei filmati realizzati nel corso del forzato stop il suo racconto di vita si intreccia a quanto accaduto nel corso dell'emergenza sanitaria, già destinata a diventare un capitolo della storia contemporanea.
Quando l'11 marzo scorso è scattato il blocco totale, Patti e gli altri artisti, provenienti da più zone d'Italia, si sono trovati a vivete una situazione quasi surreale. Fondamentale è stato l'aiuto della popolazione che, oltre alle associazioni locali, li ha sostenuti nel corso delle lunghe settimane.
A prendersi cura degli animali del circo, tra cui una decina di tigri e anche un ippopotamo, la Coldiretti del posto. «Ho trovalo il tempo per riflettere sulla mia professione artistica – racconta Patti - Ad esempio ho iniziato lezioni online per imparare a suonare la tromba, finora non ho avuto molta dimestichezza con gli strumenti musicali. Poi insieme ad alcuni professionisti ho anche preparato una canzone dedicata al Circo.
Indossare i panni del clown per lui era già stata la realizzazione di un sogno espresso fin da bambino. "Durante il lockdown ho avuto il tempo di preparare nuovi spettacoli - confida - rivisitando in chiave moderna vecchi copioni del repertorio circense". E poi si è aggiunta, inaspettatamente, l'opportunità di parlare della sua storia. "Siamo stati contattati dall'agenzia di produzioni della Capitale - rivela -e abbiamo colto questa opportunità". Lui, protagonista e voce narrante, si racconta insieme ai tanti artisti del Circo attraverso la quarantena. "E un film documentario dove si raccolgono molte esperienze - spiega - la mia è una di queste. E nel lungometraggio ci saranno anche i video realizzati in occasione del suo ritorno in paese. "Il filo conduttore è il mio ruolo - aggiunge - Fin da piccolo sognavo di diventare un clown, tanto che il libro custodito nella biblioteca di Strambino, dove si parla
questa particolarissima figura circense è sempre stato preso in prestito soltanto da me".
Una sorta di alter ego che lo ha sempre accompagnato nel percorso di vita, fino a esaudire il suo desiderio d'infanzia.
"Quando frequentavo il liceo artistico di Caluso il tema del circo ha anche ispirato dei laboratori
scolastici, realizzando dei murales - pure questi ritrovati durante la sua permanenza a casa - Non vedo
l'ora di poter tornare in scena, seppur le nuove disposizioni limitino il rapporto con il pubblico". E il sipario sul film in produzione calerà mentre il prossimo giovedì, 18 giugno, si leverà nuovamente quello nel tendone del Circo.

Di Elisabetta Signetto



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