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Parte il recovery plan del Circo italiano

Condividiamo questo articolo pubblicato oggi da "Circo.it"


Non c’è stato bisogno degli Stati Generali, il mondo del Circo, come da sua natura, ha risposto in maniera rapida, efficace e con ampia partecipazione, alla situazione di crisi generata dal Covid19. Il presidente dell’Ente Nazionale Circhi, Antonio Buccioni appena le normative lo hanno reso possibile ha convocato una giornata di lavoro nei tradizionali locali dell’AGIS di via Villa Patrizi a Roma. La trovata è stata brillante e di sintesi: far combaciare i lavori della tradizionale assemblea annuale (che erano stati rimandati causa pandemia) con una vera e propria convention con importanti interventi interni ed esterni alla categoria.

Tutti in piedi, la seduta è iniziata con il ricordo delle persone scomparse negli ultimi 16 mesi, tra i quali il leggendario Egidio Palmiri. Un pensiero è andato anche a tutti coloro che ci hanno lasciato e in particolare al caro Ettore Weber. Neanche il tempo di asciugarsi le lacrime che un forte applauso è partito spontaneo dalla platea all’indirizzo di Buccioni, per tutto il lavoro urgente e risolutivo affrontato durante il lockdown. Altra attestazione di stima e riconoscenza è stata tributata a Marcello Marchetti per il grande impegno profuso a favore della categoria. Il presidente si è schernito ed ha voluto al suo fianco Don Mirko Dalla Torre in rappresentanza di Migrantes e di fatto anche di Caritas, le due realtà che hanno aiutato i complessi in difficoltà in termini di generi di sussistenza per esseri umani e animali. Anche il religioso, che ha portato i saluti di mons. Gianni De Robertis, direttore generale Migrantes, e di Don Piergiorgio Saviola (impegnato a Scandicci), ha declinato gli encomi riconducendo tutto ad una attività a suo parere “normale”. Evidentemente i presenti non erano d’accordo, visto che applaudivano senza pausa, forse anche per curare le ferite a lui inflitte da gruppi di integralisti vandali che lo colpiscono da tempo per la sua manifesta attenzione verso il circo con animali.

Le pur necessarie formalità amministrative, come l’approvazione del verbale dell’assemblea precedente e soprattutto dei bilanci preventivo e consuntivo dell’Associazione, sono state sbrigate e con l’approvazione unanime dei soci.
Poi il presidente Buccioni ha brevemente ricordato come si era arrivati alla situazione, che cosa è stato fatto durante lo stop e quali saranno i prossimi passi da fare. Come già a metà gennaio avesse colto un’enorme inquietudine fra gli imprenditori. Il Natale aveva fatto rifiatare, ma c’era una classe di direttori travolta dalla preoccupazione. Le settimane precedenti il blocco del 9 marzo avevano trasformato febbraio in una lenta agonia. I consueti problemi si amplificavano. Il pubblico sempre più distante, le amministrazioni più ostili, il governo che poneva maggiori problemi.

Al sopravvenire del blocco la vita si è trasformata in una continua lotta in trincea con pochi ma pressanti obiettivi: poter rimanere attendati dove ci si trovava, stabilire un rapporto concreto con il territorio e non avere problemi di approvvigionamento. In questa tragica situazione quasi per magia sono stati centrati. Soprattutto, ha detto Buccioni, perché gli associati sono stati esemplari dal primo all’ultimo. E un attimo dopo aver dimostrato un comportamento cristallino sono stati ripagati con il recuperato affetto della gente e di altri organismi come Coldiretti e Protezione Civile, che già in sede di carteggio con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani aveva sostenuto la causa dei circhi. Ora compito della categoria è di non disperdere questa dote di simpatia e rispetto. È necessario prendere questo comportamento esemplare e farlo assurgere a normalità. Per potere poi chiedere lo stesso alle istituzioni nei confronti della categoria.
Buccioni ha parlato di un recovery plan con alcune chiare scadenze. Entro il 15 luglio fine del “commissariamento” di fatto stabilito. L’apertura in contemporanea di una nuova chiamata alle armi con un nuovo tesseramento che verrà chiuso a settembre. Quindi una nuova assemblea con nuovi obbiettivi per un ente moderno che ha ritrovato un nuovo senso di esistere: non perdere l’immagine recuperata nel frattempo. Per questo sarà richiesta abnegazione totale nel rispetto dei regolamenti interni, sorte di codici cavallereschi. Le cause principali saranno tre: reperimento delle piazze, convivenza con gli animali e modifica del sistema di erogazione di contributi. A tale proposito Buccioni ha ricordato gli annosi problemi di sincronia con il Ministero nella definizione dei criteri e della loro messa in atto, con commissione e istituzioni che devono rendersi più partecipi dei reali problemi della categoria. La battaglia inizierà già nei prossimi giorni con un’udienza nella VII Commissione Cultura al senato, forse in streaming ma assai importante. Fra le altre tappe importanti la costituzione della Federazione Italiana dello Spettacolo Popolare.

La pandemia ha evidenziato un problema importante per tutto lo Spettacolo dal vivo, ovvero una scarsa conoscenza del settore da parte dell’autorità, riconosciuta dallo stesso direttore generale Nastasi in un incontro ufficiale con l’AGIS.
È stata poi la volta di tre importanti ed autorevoli interventi esterni. Primo, l’Onorevole Federico Mollicone di Fratelli D’Italia, membro della VII Commissione Cultura alla Camera, il quale ha ribadito il sostegno alla categoria annunciando per altro il progetto della “detrazione culturale”, una proposta tanto semplice quanto incisiva a volerla attuare. Rendere detraibili i costi legati alle spese culturali, finanche i biglietti del circo. E sottolineando evidenti pecche della normativa attuale di contribuzione straordinaria, legata però a procedure ordinarie, come l’aggiornamento del DURC.
È poi intervenuta la Dottoressa Donatella Ferrante, che ha voluto portare una testimonianza e un saluto a nome della Direzione generale Spettacolo dal vivo del Mibact. Ha osservato come in mesi di crisi possano nascere possibilità di riflessione, ribadendo come sia emersa la necessità di dare ristoro anche a tutte le aziende escluse dal FUS. Ha dato poi dei consigli pragmatici in merito alle istruttorie legate al circo classico, ricordando quanto sia importante inviare tutti i documenti richiesti per non rischiare la inammissibilità. E quanto sia altresì importante un rigore nella presentazione delle domande, che a volte non hanno i necessari contenuti progettuali. Ha anche comunicato come le anticipazioni FUS siano partite e precisato che la necessità di avere il citato documento DURC rientra fra i prerequisiti essenziali.

Il parterre degli ospiti è stato completato dal dottor Marco Leonardi, della Protezione Civile, vero punto di riferimento nelle settimane più difficili per il reperimento di provvigioni alimentari destinate agli animali a seguito dei circhi. Il destino questa volta è stato amico a inserire in un ruolo tanto importante il figlio di Ruggero Leonardi, indimenticato giornalista appassionato di circo. La sua figura è stata ricordata anche per parallelismo alla poca attenzione che oggi i media e le istituzioni rivolgono al settore. Marco Leonardi ha poi spiegato come i problemi siano stati davvero inediti e quindi affrontati caso per caso, oltre ad essere tuttora in corso di soluzione. Ha precisato di ritenere necessario un intervento più organico per il futuro, in modo da far rientrare il circo fra le attività inserite nel vademecum della Protezione Civile.
La presenza di questi importanti ospiti non deve far pensare ad un’assemblea silente. Gli interventi degli associati sono stati numerosi, articolati e discussi, oltre che apprezzati. Sono intervenuti fra gli altri Vinicio Canestrelli, Vanes Rossante, Leris Colombaioni, Jury Bricherasio, Gaetano Montico (anche come presidente Siac Europa), Eusanio Martino, Enis Castellucci, Alessandro Serena, Luciano Giarola anche in rappresentanza delle varie anime dell’associazione. Sono arrivati anche i saluti di Mario Zaccone di Fedea e dell’avvocato Francesco Mocellin, presidente del Club Amici del Circo e per altro convocato a Roma nei prossimi giorni per il Consiglio Superiore dello Spettacolo. In sala attivamente partecipi ai lavori anche l’avvocato Benedetto Valerio, Giancarlo e Gianluca Cavedo.
Buccioni ha infine chiuso l’intensa giornata lanciando ufficialmente il recovery plan del settore, ricordando che questa volta davvero è necessario che siano i circensi stessi gli artefici della loro sorte.


                                                                                                   Fonte Ente Nazionale Circhi

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