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Tutto il paese adotta il circo bloccato dal Covid: "Da Crispiano cibo, lavoro e ospitalità per noi artisti"

Il Circo Rivels è bloccato alla periferia del paese tarantino dai primi di marzo.
"Potevamo farci prendere dalla disperazione ma questa storia ci ridà invece speranza"


I ristoratori che portano la cena. I commercianti di alimentari  la frutta, la verdura, la pasta e il pane. Parroci e semplici cittadini indumenti e altro materiale utile all'occorrenza. Il Comune che si adopera per i sussidi e il coinvolgimento nella rete della spesa solidale con associazioni e Cartas. C'è tutta Crispiano nell'adozione del Circo Rivels, bloccato alla periferia del paese dai primi di marzo, a causa dell'emergenza Covid.

In quindici, tra funamboli, acrobati, giocolieri, equilibristi e clown, più i cagnolini protagonisti degli spettacoli sotto il tendone della famiglia dalla storia antica nell'arte circense sono stati cinti da un unico abbraccio. E sono pronti, non appena le norme lo consentiranno, a ricambiare l'affetto con un grande show da regalare alla nuova famiglia allargata ai piedi della Murgia, mentre nell'attesa danno una mano a tener pulito il piazzale e i dintorni che li ospitano. 

"Sono stati tutti straordinari, dalla popolazione agli amministratori, dai parroci ai volontari" racconta quasi commosso Renato Riva, 61enne capostipite della famiglia di origine lombarda ma residente in Romagna, cresciuto come addestratore di leoni, tigri ed elefanti, in questi giorni impiegato come camionista assieme a uno dei figli tra la Puglia e il Nord Italia. 

"Per fortuna un amico ci ha trovato questo lavoro -  spiega - che ci permette di guadagnare qualcosa, abbiamo da rinnovare licenze e pagare tasse e bollette. Siamo arrivati a Crispiano il 27 febbraio ma dal primo marzo non ci è stato più possibile fare spettacoli. Il blocco dell'attività è stato un colpo feroce ma nella difficoltà è emerso il bene delle persone che non smetteremo mai di ringraziare. Siamo un'unica famiglia, lavoriamo tutti nei nostri tour, i miei sette figli - aggiunge - che hanno dai 35 ai 17 anni, assieme a mogli, mariti e nipoti. Potevamo farci prendere dalla disperazione ma questa storia ci ridà invece speranza". 

"Dal bene nasce il bene - aggiunge Aurora Bagnalasta, assessora alle Politiche sociali del Comune, che ha seguito l'intera vicenda assieme al sindaco Luca Lopomo e all'intera amministrazione - e questa storia lo dimostra. Nella difficoltà è emersa la solidarietà di tutti, il nostro compito è stato quello di coordinarla e inserire il circo come altre realtà cittadine tra i fruitori degli aiuti, dai buoni spesa ai contributi, che la Regione ha destinato a Crispiano. E siamo stati ben contenti di farlo, non potevamo lasciare questi artisti soli". 

Con la moglie Silvana, erede degli Errani, altra antica dinastia circense, Renato Riva prova così a far sopravvivere al Covid la magia di tende e baracconi che viaggiano per l'Europa e il mondo da oltre cento anni, tra lo stupore della gente, i sorrisi dei bambini e numeri che vengono direttamente dall'arte di strada, quella praticata dai suoi antenati prima di fondare il circo. Da tempo non ci sono animali con loro ma in futuro il ricordo di questa esperienza, il cui valore è racchiuso in un cartello colorato affisso sulle transenne che delimitano l'area che li ospita: "Grazie Crispiano per la solidarietà: andrà tutto bene".

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