NOTIZIE RECENTI

I componenti del Circo Greca Orfei chiedono interventi al Governo ed alla Regione

            Mai chiesto aiuti ma abbiamo lavorato a tendone vuoto e questa seconda ondata di Covid  ci ha messo in ginocchio 

Il Covid è riuscito a cancellare anche la gioia dell'arrivo di un circo in città e l'incertezza regna sul presente dell'arte circense, multiculturale per eccellenza. È quanto sta accadendo al Circo "Greca Orfei", una delle nipoti di Moira Orfei, che da qualche giorno è di stanza presso il Centro Sicilia mache già da sei anni sta "girando" per la nostra isola. A rischio non sono soltanto gli animali i primi a cui pensiamo sempre - conferma Marcello Marchetti, speaker del Circo Greca Orfei e delegato regionale per l'Ente nazionale Circhi - ma ora a rischio ci sono anche le 40 persone che compongono lo spettacolo. Abbiamo anche bambini. L'ultimo spettacolo lo abbiamo messo in scena il 24 ottobre a Ribera. Noi siamo sempre stati in grado di autosostenerci, ma ora non più e attualmente in Sicilia sono presenti sei Circhi, tutti nella stessa situazione».

«Vedere il tendone chiuso - aggiunge - è per noi un pugno nello stomaco. Ad oggi il periodo di “stop” è previsto fino al 3 dicembre e, mi chiedo, come potremo sopravvivere?».

L'appello dei circensi va «a uno Stato che se ci ferma dovrebbe anche darci il modo di poterci sostenere» ma anche «alla Regione siciliana e al suo governatore, Nello Musumeci: non è possibile che siano soltanto le persone della strada a cercare, nonostante le difficoltà che affliggono tutti, di aiutarci. Noi in piena attività non abbiamo chiesto niente a nessuno e non si creda che non ci pesi lanciare quello che è un vero e proprio grido di disperazione: vogliamo mantenere sempre e comunque la nostra dignità di persone e professionisti. E, però, soltanto grazie a Coldiretti Sicilia stiamo riuscendo a far fronte al fabbisogno alimentare dei nostri animali: abbiamo tigri bianche e reali del Bengala, esemplari rarissimi di "ligri" (incroci tra leoni e tigri, ndr), cammelli, dromedari, struzzi, lama. Una balla di fieno ci basta per una settimana, ci vogliono almeno 250 euro di carne a settimana per gli altri animali. Gli elefanti sono per ora bloccati in Ungheria, con le stesse difficoltà che stiamo vivendo noi oggi, ma prima opoi dovranno raggiungerci».

«Quando c'è stato il primo lockdown - ricorda Marchetti - eravamo fermi a Caltanissetta, in maniera quasi assurda devo dire che non è stato così tremendo come il periodo che stiamo vivendo oggi, nel senso che venivamo da una stagione buona e il Covid ci ha preso, come un po' a tutti, alla sprovvista. Siamo riusciti a sostenerci, nonostante gli aiuti dello Stato chiesti per febbraio, marzo, aprile e arrivati solo a luglio, e si è trattato di diecimila euro con detrazioni aggiuntive. Ho coordinato e indirizzato verso tutti isei circhi presenti oggi in Sicilia - ora ce ne sono a Palermo, Catania e Messina, oltre a un piccolo circo acquatico a Campobello di Licata - gli aiuti che ci sono pervenuti sia da parte della Caritas, di Migrantes e Coldiretti. Veniamo da una stagione in cui abbiamo dovuto limitare gli ingressi al tendone, da 1200 spettatori siamo scesi a massimo 200, abbiamo differenziato i percorsi adeguandoci a tutte le norme anti contagio. Ci sono stati spettacoli che, una volta ripresi ma considerato il clima di “terrore" che già c'era, non raggiungevano i venti spettatori, incidendo non poco sul budget: siamo allo stremo. Dopo Ribera abbiamo rinnovato il contratto con Misterbianco, affittando il terreno privato dove siamo oggi, con regolari contratti di acqua e luce».

Non avete pensato all'arrivo dellaseconda ondata di Covid?«Potevamo immaginarlo, ma abbiamo sempre sperato di no. Covid permettendo, a gennaio dovremmo spostarci da qui, ma restando sempre in Sicilia».

Di Maria Elena Quaiotti


Zappia: «Noi pronti ad aiutare i circensi bloccati dal Covid con generi alimentari

«Aiuteremo noi, attraverso il Banco Alimentare, i circensi del Circo Greca Orfei. La segnalazione ci era arrivata ieri sera (martedì, ndr) e massimo entro domani (oggi, ndr) avvieremo una distribuzione di ge-neri alimentari»: è Emanuele Zappia, presidente del Maas (Mercatiagroalimentari siciliani) a dare labella notizia ai 40 circensi “bloccati” sia dalla zona arancione che dall'impossibilità di esibirsi nel terreno preso in affitto al Centro Sicilia.                                                                                                «Non possono muoversi, in più non hanno incassi - prosegue Zappia - sono persone che hanno biso-gno urgente di aiuto e supporto, per questo ci siamo ci siamo già attivati. Non nascondo di essere allarmato, stiamo verificando che le richieste di aiuto iniziano a essere molto frequenti, più di quanto ci si aspettasse. Noi siamo aperti a qualunque segnalazione e se possiamo intervenire non ci tiriamo certamente indietro, siamo sempre a disposizione». Nonostante il periodo non dica niente di buono neanche per gli stessi operatori attivi al Maas. È la conferma che questo secondo "lockdown non dichiarato"

Di Maria Elena Quaiotti

Fonte LaSicilia


Nessun commento