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L'esempio di Putin: 150 milioni di rubli per sostenere gli animali e gli artisti del circo di Stato 

Ricordate la battaglia dei paladini degli animali, che avrebbero voluto «liberare» quelli che si trovano nei circhi? Oltre che fuori del parlamento nelle solite organizzazioni animaliste, trovò convinti sostenitori anche a Montecitorio e Palazzo Madama, tanto che nel 2017 venne approvata l’ormai famosa legge n. 175 (“Disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia”) che all’articolo 2, comma 4 lettera h, ha previsto la «revisione delle disposizioni nei settori delle attività circensi e degli spettacoli viaggianti, specificamente finalizzata al graduale superamento dell’utilizzo degli animali nello svolgimento delle stesse». Ma se davvero il parlamento che compì quella scelta fosse interessato al benessere degli animali, cosa dovrebbe fare adesso che i circhi sono costretti, ormai da mesi, al lockdown? Stanziare risorse degne di questo nome per aiutare i circhi con animali, che invece devono attingere alla solidarietà di cittadini e organizzazioni varie. Molto diversamente stanno andando le cose in Russia. Riferiscono siti bene informati di quel Paese (fra cui questo http://www.circus.ru/press-service/news/24528/ ) che il circo di stato entro la fine del 2020 riceverà quasi 150 milioni di rubli per sostenere gli animali (21,4 milioni) e gli artisti (128,4 milioni). Giusto per avere una unità di misura paragonata alla nostra moneta, si parla di oltre 1 milione 600 euro complessivi. Soldi che arriveranno dal fondo di riserva del presidente Putin, e già questo la dice lunga sulla considerazione nella quale l’antica arte della pista viene tenuta in Russia. Ma non meno interessante risulta essere la motivazione alla base della scelta. «Il circo di stato in Russia si è trovato nella situazione più difficile tra tutte le istituzioni culturali e dello spettacolo", ha commentato Vladimir Shemyakin, direttore generale del Rosgoscirk. “Dopo la chiusura dei circhi il 18 marzo, non solo siamo rimasti senza reddito, ma continuiamo anche a sostenere le spese. Il circo non può essere chiuso e le spese per la sua manutenzione non devono essere minimizzate. Gli animali, come tutti noi, sono diventati ostaggi della pandemia da coronavirus. Ci sono un gran numero di animali nel Circo di Stato Russo, compresi quelli esotici, i quali hanno bisogno di cibo costoso e di alta qualità. In questa situazione, non possiamo fare a meno dell'aiuto dello Stato. E siamo molto grati per questo supporto. Gli animali del circo sono i preferiti del pubblico, senza i quali nessuna esibizione del Circo di Stato russo sarebbe completa”. Queste considerazioni sono state fatte proprie da Putin. A seguire da vicino questo stanziamento e a garantirne il controllo è stato incaricato il Ministero della Cultura della Federazione Russa. 

 Foto di (Joenomias) Menno de Jong da Pixabay

Fonte Ente Nazionale Circhi 

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