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Circo Busnelli Niuman: “Noi, lasciati in mezzo alla strada”

 Stop forzato fino al 25 gennaio. “Ma temiamo di non poter muoverci fino a primavera”

“Siamo la categoria più colpita, perché se non possiamo lavorare siamo letteralmente in mezzo alla strada. Non abbiamo una casa fissa perché viviamo viaggiando e le nostre famiglie vivono con noi. Abbiamo studiato per diventare artisti, ma adesso siamo costretti a cercare un lavoro temporaneo per tirare avanti”.

A dirlo è David Busnelli, responsabile del circo Busnelli Niuman, che trascorrerà anche il Natale a Grignano Polesine, essendo ancora ferme - a causa dell’emergenza sanitaria in atto - le attività circensi.

“Attualmente siamo ospiti della Casa di Abraham, che ringraziamo veramente di cuore per averci accolto - spiega Busnelli - senza sarebbe stata dura. Molti cittadini ci aiutano anche se adesso che il virus è tornato a fare paura viene meno gente a trovarci. Noi non chiediamo soldi per noi, ci bastano fieno e altri generi alimentari per i nostri animali. In passato anche gli agricoltori locali ci hanno aiutato molto. Ormai ci sentiamo di casa a Rovigo siamo qui da quasi un anno e la gente ci ha accolti bene”.

Un altro grande aiuto - svelano i responsabili del circo - “ci è arrivato dal dottor Enrico Tamiso, del servizio veterinario dell’Ulss di Rovigo, che è subito venuto a visitare i nostri animali. Anche l’azienda Pro Life ci è stata vicina con le crocchette per i nostri cani”.

Il circo Busnelli Niuman aveva passato qui tutto il primo lockdown, da marzo a maggio. Poi, “per un periodo eravamo riusciti a ripartire con gli spettacoli con tappa a Rosolina, Ravenna e Verona - spiega ancora il titolare - ma mentre ci trovavamo nella città scaligera hanno di nuovo bloccato tutto. Il tendone si trovava nel parcheggio di un centro commerciale di conseguenza siamo stati costretti a tornare a Rovigo dove ci avevano già accolto con affetto”.

Infine Busnelli ha anche fatto un riferimento al futuro, che non si prospetta dei migliori per gli operatori circensi: “Il nostro ente internazionale di categoria ci ha comunicato pochi giorni fa che probabilmente dovremo stare fermi fino al 25 gennaio minimo. Secondo me prima di primavera non potremo iniziare con gli spettacoli, così come a mio parere non potranno farlo i teatri o i cinema. Noi viviamo di spettacolo, se non possiamo lavorare non abbiamo nemmeno una casa a cui poter ritornare a differenza di altri. Molti nostri dipendenti si erano licenziati già durante il primo stop di febbraio, altri erano tornati per i pochi spettacoli che siamo riusciti a fare ma la situazione resta difficile. Per Natale dovrebbero arrivare degli aiuti dal governo per la categoria circense ma come sempre è tutto in dubbio. Speriamo di poter trovare dei contributi sotto l’albero per superare questo periodo. Vogliamo poter tornare a lavorare e far divertire le persone il prima possibile”.


Fonte www.polesine24.it del 13/12/2020

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