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Maricetta Tirrito di "SOS Lazio": “Difendo i circhi contro l’ipocrisia. Salviamo le tradizioni”

"Mi schiero in difesa dei circhi con gli animali, perché ritengo siano importanti per la nostra cultura"

“Sono da sempre stata combattuta nei confronti dei circhi che hanno gli animali all’interno, perché  vedevo nell’esibizione degli animali una costrizione, una forzatura. Col tempo  mi sono resa conto però che, nella mia infanzia, il circo con gli animali ha rappresentato qualcosa di importante, è stato conoscenza, passione per gli animali, sogno”. A parlare è Maricetta Tirrito, in qualità di portavoce di SOS Lazio.

“Una riflessione – spiega – da uno striscione con un grido d’aiuto lanciato dalla famiglia Canestrelli. Una drammatica richiesta di aiuto per il proprio circo, da mesi senza stipendi per gli artisti e oggi senza nemmeno i soldi per far mangiare gli animali. Se la situazione degli uomini e delle donne del circo è gravissima, quella degli animali è drammatica. Non si può voltare le spalle a questo mondo, come purtroppo ha fatto il governo, depennandolo senza scrupoli da qualunque tipo di ristori in un momento di crisi generale”.

“Ricordo che nella mia costruzione di persona, anche il circo ha svolto un ruolo; unico punto di contatto con un mondo lontano, che portava a ridosso della mia vita di bambina elefanti, leoni, tigri. Animali impossibili da vedere nella vita di tutti i giorni.

Credo che per i bambini sia importante avere un luogo dove con rispetto, capacità e dedizione, si renda possibile questo avvicinamento. La tutela degli animali – prosegue – non passa per la libertà tout court; sia perché alcuni di questi animali nati da generazioni in cattività non resisterebbero un minuto nella savana, sia perché anche quelli che cataloghiamo come animali domestici, in teoria avrebbero lo stesso diritto di libertà.

Un cane o un gatto, se seguissimo il ragionamento che molti fanno sulle fiere, non sono nati per stare chiusi in un salotto e uscire col collare due volte al giorno. Eppure questo è accettato dalla società, mentre si criminalizza chi per mestiere vive e lavora con gli animali.

Credo invece che l’unica discriminante non sia la libertà in sé, ma il modo con cui ci si rapporta con gli animali. Se c’è cura, attenzione, rispetto, amore, quello è un buon modo di vivere. Per l’uomo e per l’animale.

Mi schiero dunque in difesa dei circhi con gli animali, perché ritengo siano  importanti per la nostra cultura, e – conclude Tirrito – in questo momento di sofferenza penso che vada tesa una mano a coloro che rendono un servizio sociale e morale prima ancora che ludico”

Fonte www.ilfaroonline.it del 21/12/2020



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